

I Contratti di fiume come strumento di programmazione negoziata che permetta di garantire la qualità delle acque e la sicurezza per i cittadini, coinvolgendo i territori nei processi decisionali che li riguardano. E' questo il senso dell'intervento dell'assessore regionale all'Ambiente, Energia e Reti Marcello Raimondi al V Tavolo nazionale dei contratti di fiume che si è svolto presso l'Auditorium Gaber e a cui hanno partecipato assessori, dirigenti e tecnici di Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Campania, Toscana e Basilicata.
La Lombardia, antesignana rispetto a tutte le altre Regioni, ne ha già sottoscritti due (Olona/Bozzente/Lura e Seveso) e si appresta a varare quello relativo al Lambro (già approvato dalla Giunta) convinta che questa sia la strada da seguire per affrontare a tutto tondo il tema. Nella nostra regione, inoltre, questi contratti hanno assunto la forma di uno strumento di programmazione negoziata ben conosciuto, quello degli Accordi Quadro di Sviluppo Territoriale (Aqst).
"Si tratta cioè - ha spiegato Raimondi - di un tentativo di programmazione territoriale che preveda anche un coinvolgimento delle comunità interessate: è una innovativa forma di 'governance' partecipata. L'Ente sovraordinato non impone, ma discute, negozia, ricompone le divergenze tra gli enti seduti al tavolo".
I principi ispiratori dovranno quindi essere la sussidiarietà "il coordinamento tra istituzioni - ha precisato Raimondi - si sviluppa in due diverse forme, una di carattere orizzontale, ovvero tra soggetti di pari livello, ma che operano in differenti aree territoriali o ambiti di competenza; una di carattere verticale, cioè tra autorità che esercitano i propri poteri su scale territoriali di diversa ampiezza", la partecipazione delle comunità coinvolte "come strumento di creazione del consenso e di una visione condivisa" e la sostenibilità "intesa come equilibrio delle tre e, vale a dire, ecologia, equità ed economia".
"Confrontarsi con chi come noi si interroga sugli strumenti di tutela e valorizzazione dei propri bacini idrici - ha concluso Raimondi - è il modo migliore per arrivare a una Carta nazionale dei Contratti di Fiume come strumento che nasce dalla
valorizzazione dell'esperienza di ciascuno".
Marcello Raimondi
Assessore all'Ambiente, energia e reti - Regione Lombardia
Fonte: Lombardia Notizie
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