

Martedì 22 novembre 2011, presso lo STER di Lodi, ha avuto luogo l’incontro di presentazione del Contratto di Fiume Lambro Settentrionale rivolto ai Comuni della Provincia.
Alla riunione, promossa da Regione Lombardia - STER di Lodi, in collaborazione con la DG Ambiente, hanno partecipato le rappresentanze di nove Comuni, possibili sottoscrittori del Contratto di Fiume: Borghetto Lodigiano, Casalmaiocco, Salerano sul Lambro, Tavazzano, San Colombaro al Lambro, Castelletto Lodigiano, Caselle Lurani, Graffignana e Sant’Angelo Lodigiano.
Durante l’incontro è stato presentato ai Comuni partecipanti il Contratto di Fiume, principale strumento di azione impiegato dalla Regione Lombardia per la riqualificazione dei bacini idrogeografici. La Regione, a seguire, ha illustrato nei particolari l’AQST - Accordo Quadro Sviluppo Territoriale - la cui approvazione è necessaria ai fini dell’adesione al Contratto, da formalizzare entro la fine del mese corrente.
L’AQST rappresenta il punto di arrivo di un lungo percorso di condivisione e concertazione con i numerosi attori e - allo stesso tempo - un punto di partenza per il conseguimento degli obiettivi di tutela, sicurezza e valorizzazione attraverso l‘implementazione degli indirizzi e delle misure definite nel documento di sintesi dell‘Atlante e la realizzazione di quanto previsto dal Primo Programma d’Azione. Quest’ultimo è uno strumento flessibile e aperto: le azioni, infatti, possono essere integrate e ampliate con interventi proposti e condivisi dai soggetti coinvolti.
Tra gli obiettivi del Contratto di Fiume vi è quello di migliorare il coinvolgimento delle varie rappresentanze territoriali, anche non istituzionali, come le associazioni di categoria, quelle ambientaliste e gli enti di ricerca.
Per la realizzazione degli obiettivi del Contratto di Fiume sono previste complessivamente risorse economiche per 156 milioni di euro, di cui oltre 82 milioni già disponibili. La quota rimanente, funzionale alla realizzazione di importanti infrastrutture afferenti al servizio idrico integrato, dovrà essere reperita attraverso i relativi piani d’ambito.
Finora, è stato evidenziato presso lo STER di Lodi, le amministrazioni di quel territorio hanno indirizzato i propri interventi e le proprie attenzioni, principalmente per cause morfologiche, sul Po e sull’Adda. Il Contratto di Fiume potrebbe essere l’occasione per stimolare i Comuni ad agire anche sul bacino del Lambro e, in particolare, sul reticolo minore che maggiormente risente delle pressioni dell’urbanizzazione.
Regione Lombardia ha, infine, rassicurato i presenti riguardo l’impegno finanziario dei sottoscrittori: “Solo chi ha già impegnato proprie risorse è stato ricompreso nel quadro finanziario; agli altri il compito di presidiare il territorio, farsi carico delle proprie istanze nei tavoli tecnici ed eventualmente elaborare nuove azioni da inserire nelle future revisioni del programma d’azione”.
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