“Gocce di legalità”: il ruolo di ERSAF e dei Contratti di Fiume nella pianificazione del territorio e nella tutela dell'ambiente
La gestione dei bacini idrografici fra i temi al centro del convegno organizzato dai Carabinieri Forestali alla Centrale dell’Acqua di Milano
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Venerdì 30 gennaio, presso la Centrale dell’Acqua di Milano, i Carabinieri Forestali hanno organizzato l’incontro dal titolo: "Gocce di legalità – La rete istituzionale per la gestione e la tutela della risorsa idrica". L’evento è stato l’occasione per evidenziare come i Contratti di Fiume siano uno strumento utile per coordinare e armonizzare tutte le attività operative che la regione Lombardia organizza, dai monitoraggi Arpa al lavoro dei Carabinieri Forestali, dai controlli sul territorio alle operazioni sul campo a tutela della risorsa idrica e non solo.
La prima parte della mattinata è stata dedicata ai saluti istituzionali dell’Assessora all’Ambiente e Verde al Comune di Milano e alla restituzione delle attività di gestione e tutela della risorsa idrica da parte dei Carabinieri Forestali. Il Gen. B. Benito Castiglia (Comandante Regione Carabinieri Forestale "Lombardia") ha aperto il parterre della mattinata, riportando i dati dell’ultimo anno di attività: oltre 54mila controlli ambientali e 16 milioni di euro in sanzioni da parte dei Carabinieri Forestali.
A seguire sono intervenuti Andrea Piccin, della Direzione Generale Territorio e Sistemi Verdi di Regione Lombardia, Valeria Marchesi e Bruno Zonca di ARPA Lombardia.
Scendendo più nel dettaglio dell’ambito idrico, il capitano dei carabinieri Luca Ricciotti, comandante dei NIPAAF di Cremona, ha richiamato l’attenzione sui 300 controlli effettuati sui fiumi di tutta la regione sempre nel 2025, a cui hanno fatto seguito le 123 schede di segnalazione relative a gravi situazioni di dissesto idrogeologico (legate per esempio alle frane), inviate dai Carabinieri Forestali a Regione Lombardia. Da segnalare, poi, più di 500 controlli in ambito demaniale, con conseguenti 43 sanzioni tra le quali alcune commesse al prelievo idrico abusivo (con sanzioni variabili da 8 a 50 mila euro), e 15 informative di reato alle procure competenti per reati connessi soprattutto all'occupazione abusiva di area demaniali e alla violazione del vincolo paesaggistico. I controlli, come ha spiegato l’ufficiale dell’Arma, sono svolti nell’ambito di una convenzione con Regione Lombardia mirata alla salvaguardia del territorio e alla tutela dei fiumi lombardi.
“Per quanto riguarda l'aspetto più delicato, ovvero quello repressivo, abbiamo perseguito occupazioni abusivi di terreni demaniali anche accanto ai corsi fluviali e ai prelievi abusivi d'acqua: un bene che sta diventando sempre più prezioso'', ha commentato infine Ricciotti.
Dopo la fotografia sulle attività operative di controllo e gestione del territorio a tutela della risorsa idrica, Dario Kian, referente di Contratti di Fiume – ERSAF, ha spiegato come il Contratto di Fiume sia uno strumento di pianificazione strategica, co-costruito e multi-obiettivo, progettato da Regione Lombardia per la riqualificazione dei bacini fluviale e il miglioramento della qualità delle acque.
''Si tratta di numeri rilevanti, se si pensa che in Lombardia sono interessati 498 comuni, 9.704 chilometri quadrati di territorio e 5.504.341 abitanti”, ha spiegato ancora Dario Kian. “I principali corsi d'acqua coinvolti sono l’Adda, l'Olona, il Lambro settentrionale, la Media Valle del Po, il Mincio, il Seveso e altri reticoli minori”. Sui Contratti di Fiume, Kian ha specificato che “sono accordi volontari tra Comuni, Province, ARPA, Comunità Montane, Associazioni, privati che hanno responsabilità nella gestione e nell'uso delle acque, nella pianificazione del territorio e nella tutela dell'ambiente. Permettono dunque di elaborare programmi d'azione concreti, condivisi e partecipati”, ha concluso Dario Kian, “quali risultati di una governance innovativa che persegue i concetti di multidisciplinarità e pluralità di obiettivi''.
