Lambrogino 2026: i riconoscimenti assegnati ai custodi del fiume
Il numero e la qualità delle candidature hanno messo in evidenza la ricchezza e la complessità del rapporto che cittadini, associazioni e istituzioni coltivano con il fiume Lambro

Domenica 22 marzo, presso la Casa di Quartiere Parea nel Municipio 4 di Milano, si è svolta la cerimonia di assegnazione dell’onorificenza “Lambrogino 2026 – i custodi del fiume”. All’evento hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, degli enti locali e delle associazioni impegnate nella cura del fiume.
A moderare la giornata è stato Stefano Beghi, di Karakorum Teatro e partner del progetto PALIMPSEST che è giunto al suo anno conclusivo proprio con l'ideazione e la creazione del Lambrogino: un riconoscimento creato per sostenere e valorizzare chi ogni giorno opera per mantenere vivo il dialogo tra il fiume e le comunità che lo abitano.

La scelta di celebrare l’incontro il 22 marzo, Giornata Mondiale dell’Acqua, non è stata casuale. A introdurre i lavori è stato il Presidente di ERSAF, Fabio Losio, che ha ricordato come l’ente sia impegnato da quasi vent’anni nella gestione e nel coordinamento di sette Contratti di Fiume attivi in Lombardia. Ogni territorio, ha evidenziato Losio, presenta caratteristiche proprie, ma il Lambro occupa un ruolo particolarmente significativo perché attraversa aree densamente urbanizzate come Milano e Monza-Brianza. Realtà diverse che, nel corso dei decenni, hanno contribuito a mettere in crisi la salute del fiume.
ERSAF, insieme a Regione Lombardia e agli altri attori coinvolti, svolge una funzione di raccordo tra settori differenti — dall’ambiente all’agricoltura — facilitando il dialogo e la gestione delle questioni tecniche. Un ringraziamento particolare è stato rivolto all’ufficio guidato da Dario Kian, che da anni lavora per mantenere vivo e operativo questo confronto.
Per il Comune di Milano è intervenuta l’Assessora al Verde, Elena Grandi, che ha sottolineato come l’idea di creare il Lambrogino e dargli questo nome che è anche un gioco di parole sia stata straordinaria. Ha poi menzionato alcuni dei molti interventi in atto nella città di Milano per affrontare il rischio idraulico.

Il Lambro è uno dei fiumi simbolo del nostro territorio: insieme al Seveso rappresenta una risorsa con un potenziale enorme. È stato, purtroppo, uno dei fiumi più inquinati e cementificati della Lombardia, e proprio per questo ogni progetto che lo valorizza è fondamentale. Sono in fase di conclusione anche i bandi per le aree golenali di via Idro e Feltre, che restituiranno alla città nuovi spazi di connessione con il corso d’acqua. Tutto ciò che contribuisce a riportare attenzione e cura intorno al Lambro, dai progetti strutturali alle iniziative culturali, dalla tecnologia alla poesia, merita riconoscimento.

A seguire è intervenuta la Prof. Grazia Concilio del Politecnico di Milano (Dipartimento DAStU), l’ideatrice del progetto Palimpsest, che ha illustrato il quadro europeo da cui è nata l’iniziativa: un percorso che trae ispirazione dal Nuovo Bauhaus Europeo e che, attraverso il progetto PALIMPSEST, ha scelto di mettere in dialogo discipline creative e tecniche complesse come quelle legate alla gestione fluviale.
Nel caso del Lambro, l’idea provocatoria proposta dal duo artistico G&M è stata: “beviamo l’acqua del Lambro, facciamo l’acqua minerale del Lambro. Ovviamente l’iniziativa ha rappresentato una sfida visionaria: usare proprio i materiali di scarto restituiti dal fiume come strumento narrativo per attirare l’attenzione sulla sua condizione e sulle sue potenzialità.
Sono poi intervenuti Mila Campanini, per Regione Lombardia, e Dario Kian, per ERSAF, che hanno ripercorso la storia dei Contratti di Fiume, evidenziando il ruolo fondamentale di questi accordi volontari nella costruzione di strategie condivise tra territori, amministrazioni, enti e cittadini.
In questo senso, il riconoscimento del Lambrogino assume un valore simbolico: una bottiglia che porta con sé un messaggio proveniente dal fiume, un invito a prenderci cura di esso e, attraverso di esso, anche di noi stessi.
A chi è stato assegnato il Lambrogino 2026
Il Lambrogino, i custodi del fiume 2026 è stato assegnato al progetto:
Riqualificazione delle anse del Lambro e realizzazione delle aule didattiche a San Donato Milanese

Da un’idea progettuale del Wwf su Milano realizzato dal Comune di San Donato Milanese con i finanziamenti di contratti di fiume Regione Lombardia
“Nel 2012 il Wwf Sud Milano presenta al Contratto di Fiume Lambro Settentrionale una proposta progettuale di riqualificazione di una delle poche zone del fiume in pianura che presenta un carattere meandriforme, vicino alla metropoli e di grande potenzialità naturalistica. Questo piano viene portato in Regione Lombardia, che approva e poi finanzia il progetto (120 k euro); nel 2015 il comune di San Donato Milanese converte il progetto in esecutivo e presenta una relazione progettuale - Interventi di riqualificazione per il Fiume Lambro e per le aree agricole nel parco intercomunale - contribuendo con un finanziamento di 60 k euro. Il progetto consiste nella riqualificazione dell’area naturalistica delle anse del Lambro e la trasformazione di un ex canile privato per cani da caccia in un’area a fruizione pubblica. La riqualificazione dell’area naturalistica è una zona verde aperta e viene denominata “Le anse del Lambro” mentre dalla riqualificazione dell’ex canile è stata realizzata un’area recintata denominata “Aule didattiche” in cui si trovano tre grandi aule aperte, in legno, per ospitare le scuole e la cittadinanza quindi con finalità ricreative e di educazione ambientale. Le due aree, Le anse del Lambro e le Aule didattiche, sono attigue e si trovano all’interno del Parco agricolo Sud Milano.
L’idea progettuale intendeva rivalorizzare questa porzione di territorio sia dal punto di vista ambientale che della biodiversità, della fruizione, dello svago e del conseguente aumento di consapevolezza fra la cittadinanza.
L'approccio che si intende proporre è quello di:
- aumentare la biodiversità,
- favorire campagne di educazione ambientale e di ricerca scientifica;
- arricchire e difendere il paesaggio “non urbano”;
- creare un corridoio biologico lungo il Lambro
- aumentare la fruizione degli ambienti naturali e agricoli da parte delle comunità locali.
La realizzazione di questo progetto consentirà la creazione di un vero e proprio corridoio biologico in un contesto densamente antropizzato e pesantemente trasformato dalle attività umane sfruttando gli unici elementi che ne permettono l'esistenza: i fiumi.
In un certo senso si vuole continuare il lavoro che è stato avviato molti anni fa con il WWF Sud Milano mediante la realizzazione dell’oasi Levadina nella zona di esondazione del fiume Lambro.
Nel 2017 si completa la realizzazione del progetto, nel 2021, all’interno del progetto Volare Re Lambro, Ersaf propone e realizza due “impianti” di essenze arboree ed arbustive sulle sponde di due anse e nel 2024 il comune di San Donato, nel contesto del rinnovo della convenzione per la gestione dell’oasi Levadina, affida al WWF Martesana Sud Milano anche la gestione delle aule didattiche per attività di educazione ambientale e ricreativa per le scuole e la cittadinanza. Nel corso di questi due anni diversi eventi e momenti di lezione all’aperto sono stati proposti e realizzati nelle aule e nell’area naturalistica denominata “le anse del Lambro”.

Le due menzioni speciali del Lambrogino 2026
Menzione speciale per le azioni artistiche ambientali
Al Documentario “Ciar cum’è l’acqua del Lamber”
Per aver dato voce al fiume Lambro e reso visibile ciò che spesso resta invisibile, trasformando l’urgenza ambientale in racconto, emozione e consapevolezza, rafforzando il legame tra comunità, territorio e risorse naturali
Qui trovate il documentario disponibile in streaming: https://www.cultureunplugged.com/documentary/watch-online/play/11919/ciar-cum-l-acqua-del-lamber
Menzione speciale per le azioni tecnico instituzionali
All’Agenzia Interregionale per il fiume Po – AIPo Ufficio operativo di Milano
Per l’impegno significativo nella promozione di pratiche e nella tutela dell’ambiente, attraverso azioni concrete, innovative e replicabili, capaci di generare impatti positivi sul territorio e sulla comunità.