RIVERLHAB: avviato a Lomazzo il percorso formativo sulla rinaturalizzazione fluviale

Facilitatori, tecnici e amministratori al lavoro su rinaturalizzazione fluviale, ecologia e nuove politiche europee.
Un percorso condiviso per migliorare la gestione dei fiumi.

 

RIVERLHAB: avviato a Lomazzo il percorso formativo sulla rinaturalizzazione fluviale

 

Presso l’Innovation Hub ComoNext di Lomazzo si è svolto il primo incontro del percorso formativo del progetto RIVERLHAB – Rinaturalizzazione Verde degli Habitat Fluviali, che prevede dieci appuntamenti dedicati al rafforzamento delle competenze tecniche e amministrative in materia di riqualificazione fluviale. L’incontro ha segnato l’avvio del Work Package 3 (WP3), specificamente orientato alla formazione, con una partecipazione di circa 40 persone provenienti da enti pubblici, parchi, ordini professionali e realtà tecniche coinvolte nella gestione dei corsi d’acqua.
L’apertura dei lavori è stata affidata a Daniele Federico (ERSAF), che ha chiarito l’impostazione del percorso: una formazione co-progettata, nella quale i contenuti dei successivi incontri vengono definiti a partire dai bisogni reali emersi dai partecipanti, superando modelli formativi standardizzati e poco aderenti alla pratica operativa. 
 
Nel suo intervento, Stefano Benzoni, presidente del Parco del Lura, ha richiamato due elementi qualificanti del progetto RIVERLHAB: il networking tra soggetti diversi e l’approccio laboratoriale su scala di bacino idrografico, indispensabile per affrontare la complessità dei sistemi fluviali. 
Il quadro di riferimento dei Contratti di Fiume è stato ricostruito da Dario Kian, referente regionale, che ha ripercorso l’evoluzione di questo strumento in Lombardia, dalle prime sperimentazioni fino alle esperienze formative dei Cantieri dell’Acqua, oggi integrate nel WP3 di RIVERLHAB. L’obiettivo è rafforzare la capacità degli enti di tradurre la pianificazione partecipata in interventi concreti e coordinati. 
Il progetto è stato inquadrato complessivamente da Francesco Occhiuto, direttore del Parco del Lura, che ha illustrato la struttura multi-obiettivo di RIVERLHAB articolata in quattro aree: partecipazione dei cittadini (WP1), scambio di buone pratiche (WP2), formazione tecnica (WP3) e sperimentazione di interventi sul territorio (WP4). In questo contesto, la riqualificazione fluviale è stata descritta come un insieme integrato di azioni ecologiche, idrauliche e sociali finalizzate al miglioramento dello stato ecologico complessivo dei corsi d’acqua. 

I pilastri tecnici del percorso formativo

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La sessione tecnica ha individuato tre assi portanti che costituiranno l’ossatura della formazione. Il primo riguarda l’ecologia fluviale, presentata da Giulio Conte (CIRF), che ha richiamato la lettura del fiume nelle sue quattro dimensioni – longitudinale, trasversale, verticale e temporale – evidenziando il ruolo degli elementi di diversità, come i detriti legnosi, nel sostenere la micro‑biodiversità e i processi naturali. 
Il secondo tema ha riguardato la Nature Restoration Law, il Regolamento europeo immediatamente attuativo che fissa obiettivi di ripristino del 30% degli habitat degradati entro il 2030 e del 90% entro il 2050, oltre al recupero di 25.000 km di fiumi a scorrimento libero a livello UE. Dario Kian ha evidenziato come RIVERLHAB intenda contribuire all’attuazione del futuro Piano Nazionale di Ripristino, in coerenza con le esperienze in corso anche in ambito transfrontaliero.
Il terzo pilastro è rappresentato dallo strumento RiACQUA, illustrato da Daniele Drago (ERSAF). Si tratta di un modello di supporto alle decisioni, in fase di sviluppo, che integra qualità delle acque, portate e morfologia fluviale, con l’obiettivo di ridurre la frammentazione amministrativa e facilitare il passaggio dalla pianificazione all’attuazione degli interventi. 

Esperienze e confronto operativo

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Un contributo applicativo è arrivato dalle esperienze del Cantone Ticino, presentate da Raffaele Pellegrino, che ha illustrato cinque interventi di rinaturalizzazione capaci di coniugare sicurezza idraulica, biodiversità e fruizione pubblica, tra cui Ambrì‑Piotta, il Parco fluviale Saleggi‑Boschetti a Bellinzona, la foce del Ticino, il progetto del Cassarate a Lugano e il Parco del Laveggio nel Mendrisiotto.
Il momento centrale della giornata è stato dedicato alla co‑progettazione, con un lavoro partecipativo che ha permesso di raccogliere esigenze e aspettative su tre ambiti chiave: ecologia fluviale, attuazione della Nature Restoration Law e utilizzo operativo di RiACQUA. Tra i temi emersi figurano l’integrazione tra riduzione del rischio idraulico e infrastrutture verdi, la gestione dei sedimenti, il coinvolgimento delle comunità locali, il supporto ai piccoli enti e la gestione dei conflitti tra rinaturalizzazione, agricoltura e urbanizzato. 
Le conclusioni hanno confermato l’interesse degli ordini professionali per un percorso che integri lezioni teoriche e visite tecniche in campo, riconosciute come strumenti fondamentali per consolidare le competenze. Le indicazioni raccolte saranno ora rielaborate da ERSAF per definire il programma dei prossimi incontri, con l’obiettivo di rendere RIVERLHAB un modello condiviso e replicabile di gestione fluviale, coerente con le politiche regionali e con il quadro europeo di ripristino degli ecosistemi.
 
SCARICA QUI le presentazioni della giornata.
 
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